economia

Tesco chiude Direct, sfida persa con Amazon e Argos

Questo articolo è stato pubblicato sul magazine Londra, Italia

 

Tesco chiuderà Tesco Direct, il servizio di vendita online dedicato a tutto ciò che non è alimentare, inclusi prodotti tecnologici, videogiochi e abbigliamento.

Il servizio chiuderà il 9 luglio. Fino ad allora gli ordini inoltrati saranno evasi, ma la prima conseguenza sarà che le consegne, che avvenivano in buona parte entro le 24 ore,impiegheranno ora tra i 2 e i 5 giorni per essere effettuate. A rischio sarebbero oltre 500 posti di lavoro tra logistica e uffici.

Tesco Direct, nata nel 2006 come costola di tesco.com ma gestito in parallelo, rappresentava il tentativo della catena di entrare nel mercato non food online. Il piano era insediare Argos e il suo click and collect e Amazon. Non solo: sotto la gestione di sir Terry Lehay la società ha operato una politica espansionistica e di acquisizioni che l’ha portata, tra l’altro, a entrare nel mercato immobiliare e a mettere in piedi una banca.  “Ma i tempi in cui ci si lanciava su nuovi mercati senza nessuna reale valutazione se potessero aggiungere o meno valore sono finiti da un pezzo” ha chiosato Steve Dresser, analista di Grocery Insight specializzato in retail, sentito dal Guardian.

Un ibrido che non ha pagato

La decisione di chiudere Tesco Direct è arrivata perché, è la stessa società a riconoscerlo, non si è riusciti a trovare il modo di rendere l’azienda profittevole. In particolare, secondo fonti della società, sarebbero stati gli alti costi di approvvigionamento, gestione degli ordini e dell’online marketing a causare il fallimento. Giganti come Amazon, che è nativa digitale, hanno una potenza di fuoco difficile da contrastare sia in termini di advertising che logistici. Tesco probabilmente ha pagato il tentativo di creare un ibrido sfruttando gli asset fisici esistenti in un mercato che si avvia alla maturità e in cui – dati i margini ridotti –  è diventato estremamente difficile sopravvivere in presenza di costi eccessivi.

“Si è trattato di una decisione molto difficile da prendere – ha spiegato Charles Wilson, da poco  alla guida di Tesco UK  – ma è un passo essenziale per impostare un’offerta non food più sostenibile e far crescere il nostro business nel futuro”.

Non si tratta, ad ogni modo, di un abbandono dell’online. Tesco intende continuare a investire nel web, ma usando un unico market. “Vogliamo offrire ai nostri clienti la possibilità di comprare prodotti alimentari e non in un luogo solo, e per questo stiamo concentrando gli investimenti su di un’unica piattaforma”.

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