politica

Caro Civati, ecco perché non ti ho votato

Piccola analisi post voto.

Chi scrive  è di sinistra, ha sempre votato a sinistra (ma non sempre lo stesso partito), e non per ideologia, ma perché, semplicemente, la  sinistra lo ha sempre convinto di più.

Questo significa che tra i  tre moschettieri candidati alla segreteria del Pd avrei fatto molta fatica a votare Renzi (per via delle sue posizioni su materie come scuola e sanità), che mi sarebbe piaciuto votare Civati, ma sono stato costretto a votare Cuperlo.

“Ma come, a 32 anni voti l’apparato?”.  Si.

Civati era un buon candidato, con le idee chiare su molte questioni relative ai diritti civili, ma soprattutto era conscio dell’importanza del lavoro e dell’etica nella società di oggi.
Non aveva la spocchia di Renzi, nè le sue posizioni quasi-liberiste su materie importanti.

Assieme al sindaco di Firenze aveva fatto la prima Leopolda, quella che aveva cambiato qualcosa nel partito: poi le strade si erano divise, perchè l’unico aggettivo che  li accomunava è quello (sostantivato) di “rottamatori”.

Non ultimo, Civati è di Monza come me: me lo ricordo quando aveva 25 anni, altro che 40, e questo se permettete era un punto a suo favore.

Poi arriva il famoso dibattito Sky. Volutamente avevo seguito da lontano la campagna per le primarie, per non  farmi influenzare dai pregiudizi, e scegliere in coscienza. Lo guardo in differita.

Ed eccoci qui.

Si comincia con il solito blablabla su questioni – permettetemi – marginali, fino alla domanda sul governo.
Resta o cade? Civati lascia trasparire che se vince lui, toglierà l’appoggio a Letta il giorno dopo perché, sintetizzo, “le larghe intese  proprio no”.
Renzi insegue, ma con moderazione, Cuperlo sembra il più equilibrato dei tre.

Ora, giova ricordare che Enrico Letta, attuale premier, è iscritto al PD, e non da ieri.

Il Pd dopo la scissione del Pdl è di gran lunga  la forza più importante  al Senato, potrebbe dettare un’agenda seria di riforme, e imputare la causa di una eventuale caduta del governo ad Alfano.

E tu, Civati, cosa fai? Dici che gli togli la fiducia.

Ditemi se scherziamo.

Ma mi spieghi cosa cavolo te ne fai delle tue posizioni sui diritti civili, il matrimonio gay, l’aborto e quant’altro se al governo non ci vai mai?

Cosa te ne fai delle battaglie sul lavoro, se le conduci sempre dall’opposizione, mentre le leggi le fa qualcun altro che la pensa al contrario?

E le pensioni? Vogliamo parlare delle pensioni e degli esodati?

E ancora. Come fai a lamentarti dell’euro, se poi a sei mesi dal semestre di presidenza  italiano dell’Unione – un ruolo dove potrai avere la visibilità giusta per raddrizzare l’immagine del tuo paese e magari portare le istanze di chi è strangolato dai vincoli di stabilità – fai cadere il governo, col prevedibile caos, incertezza  etc? Queste le domande, tutto il resto, diceva una vecchia pubblicità, è game over.

Galvanizzato dalla performance su Sky, hai cominciato a puntare sugli hashtag  invece che sulle proposte, senza renderti conto che il Grillo parlante lo fa meglio Grillo, e comunque anche lui un risultato come quello dell’anno scorso se lo sogna.

Ma è possibile che un politico di esperienza insegua ancora i Cinque Stelle  sul loro terreno e non si renda conto che per loro Pd e Pdl (o come diavolo si chiama adesso) sono la STESSA cosa? Si, Civati, proprio la STESSA. Senza alcun distinguo, e ci sei dentro anche tu.

Leggo nel commento post voto che ammetti la sconfitta, che è tutta colpa tua e che non vuoi tramutare un disastro in un successo di parole come fanno in tanti. Bravo.

Poi, tre righe dopo, scrivi che comunque avete sfondato all’estero e tra i giovani.

Ah.

All’estero. Con la circoscrizione estero che prende 10 parlamentari tra Camera e Senato, se va bene. Facile, chi vive fuori si informa solo su internet perché tv e giornali ovviamente non può seguirli, e tu sei il re del web.

E tra i giovani.

Che alle primarie votano a partire dai 16 anni. Che sono idealisti, vogliono rivoluzionare il mondo finchè sono all’università. Poi crescono, e si accontentano di cambiare il loro pezzetto di vita. Che tradotto significa “occhio, guarda  che quei voti fra tre anni li perdi“.

Ti sei lasciato galvanizzare dal web, dal primato su Twitter, dai video virali del Terzo segreto di Satira, e il disastro si è compiuto.

Ma non sarebbe stato meglio dire: “Io sono di sinistra come Cuperlo, responsabile e dotato di buonsenso come lui, ma ho 20 anni di meno? Votate me, non lui!”
Avresti dimostrato che questi giovani sono all’altezza di governare. E secondo me ci avresti guadagnato, togliendo voti pure a Renzi.

Secondo me, ma è un’ opinione, potevi arrivare al 25 % ed essere secondo, invece che essere terzo (su tre candidati) col 14%.

E invece tornerai a fare l’anonimo parlamentarino assieme a 800 colleghi (arrivarci, dirai tu…beh questione di obiettivi), quando potevi rischiare di fare il presidente della Lombardia. Perché se ci è andato vicino Ambrosoli, tu probabilmente l’anno scorso vincevi.
Potevi fare il sindaco di Monza
, se ti fossi voluto candidare, e con tutto il rispetto per il bravo Scanagatti:  avresti vinto anche lì. E invece niente. Ora sei a Roma. E non conti niente.

Perdonami caro Civati (Pippo mi sembra troppo in confidenza) ma sono proprio incazzato.

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