Dieci giorni tra Israele e West Bank. Non sono molti, ma possono essere utili a farsi un’idea più realistica del grado di complessità di queste terre tormentate. Difficile sintetizzare i punti di vista – spesso, ma non sempre, contrapposti -. Difficile anche scrollarsi di dosso il mal di testa e la voglia di chiudere gli occhi quando si torna a casa la sera.
Molti di quanti abitano in Terrasanta non hanno mai varcato i confini, e sanno poco l’uno dell’altro: fucili puntati, pistole, posti di blocco, fermate dell’autobus blindate, cancelli chiusi, passaporti, e code che possono diventare infinite. Al cronista, invece, è concesso, e il suo ruolo è (dovrebbe essere) quello di provare a portare qualche elemento di oggettività.
Condividerò qui molto di quello che ho visto, con i link a Instagram (dove ho caricato i video e le foto) e agli articoli. Buona lettura.
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Il quadro generale e la necessità di chiudere col passato, parte 1 di 3 | parte 2 di 3 | parte 3 di 3