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Derry, Irlanda del nord: viaggio sul confine che non c’è

Ieri sera Lyra McKee, una giornalista di 29 anni,  è stata uccisa a Derry, in Irlanda del Nord, nel corso di scontri tra la polizia e manifestanti. A 21 anni dal Good Friday Agreement del 1998, che segna la tregua della guerra civile in Ulster. Poche settimane fa ero stato proprio lì, a Derry, per attraversare il confine e cercare di capire cosa significhi vivere in quelle zone. Perché quando si parla di Brexit si parla sempre di economia; ma il primo problema che si porrà sarà quello della frontiera con l’Irlanda, dove un sanguinoso conflitto che ha fatto oltre 3600 morti e spaccato Belfast con un muro simile a quello di Berlino è stato a fatica pacificato.

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fotografia, giornalismo

James Stanfield, Varsavia, 1987

L’intervento è finito. Ventitré ore sotto i ferri. Non si sa se ce la farà, ma per il momento è vivo. Uno scatto, solo uno, per rendere la fatica, la concentrazione, i nervi tesi di Zbigniew Religa, cardiochirurgo polacco che operava in condizioni da terzo mondo durante gli anni bui del comunismo. La luce artificiale, gli schizzi di sangue, i tubi, il camice sporco e la maschera ancora sulla bocca. E quell’assistente distrutta in fondo alla sala, che si butta contro il muro per dormire esausta il sonno dei giusti. Ci sono immagini che vanno al di là dei luoghi, fotografano un’epoca. La foto dell’americano James Stanfield è una di queste. La precarietà, lo sforzo fisico e mentale, la scarsità di mezzi. Era il 1987. Il paziente, per la cronaca, sopravvisse al chirurgo, morto nel 2009.

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cronaca, giornalismo, internet

Diritto all’oblio: subito la legge

Questo pezzo è stato pubblicato in originale su TiSOStengo.

Quando le notizie che arrivano sono queste, verrebbe voglia di spegnere il computer, il cellulare e riporre la tecnologia in una scatola con tutto il buono che ci ha regalato. Tiziana C., giovane e bella donna di Mugnano, in provincia di Napoli, si è tolta la vita a 31 anni impiccandosi con un foulard. Pochi, pochissimi, se si ha la fortuna di possedere l’essenziale: una casa, un lavoro, e un po’ di salute. Ma per la protagonista di un video sexy girato con leggerezza e spedito, per chissà quale motivo, a presunti amici, la serenità è una chimera.

Benvenuti al tempo della Rete, dove tutto ciò che passa dal web è destinato a restarci. Per sempre. Il nome di Tiziana, protagonista a volto scoperto, era circolato, aprendo la strada a pagine Facebook cariche di insulti per quell’atto frivolo di cui, poco dopo, ha compreso la stupidità.

Si sa che la gente dà buoni consigli sentendosi come Gesù nel tempio, si sa che la gente dà buoni consigli se non può più dare cattivo esempio” cantava de André. Il paese chiacchiera: la madre, dipendente comunale, si nasconde per la vergogna. La figlia, per disperazione, sceglie di cambiare città, rifugiandosi in Toscana. Non serve.

Mandare un curriculum, chiedere l’amicizia su Facebook, innamorarsi in palestra: cose normali per chiunque,  non lo erano per Tiziana. Vittima del web e dei tanti voyeur che consumano gigabyte e avambracci guardando porno amatoriali, per poi lavarsi la coscienza vomitando ingiurie.

Nome e cognome avrebbero inchiodato per sempre quella ragazza di 31 anni al suo errore. Imperdonabile, in una società sessuofobica. Peccato che, mentre un foulard le portava via la vita, legioni di ladri in giacca e cravatta, politici corrotti, preti con figli bevessero Martini, come sempre, sulle terrazze del Belpaese.  Aveva deciso di cambiare identità, Tiziana, rinunciando a sé per sfuggire agli avvoltoi. Ma non ha fatto in tempo a salvarsi.

Pensate non vi riguardi? Sbagliato. Nessuno è al sicuro. Le tutele sono scarse. Il diritto all’oblio, che dovrebbe garantire la cancellazione dei contenuti inattuali pubblicati sul web, è di difficile applicazione. Troppo facile copiare un contenuto e diffonderlo, riparandosi dietro server collocati chissà dove. Senza contare l’effetto Streisand: se la notizia dell’azione legale si sparge, la diffusione della notizia, paradossalmente, aumenta.

In Italia, il Garante alla privacy e l’orientamento della giurisprudenza guidano l’azione della giustizia. Ma non basta: non esiste una legge ad hoc che fissi confini certi nell’era digitale. Solo l’Unione Europea pone qualche paletto.

Tra i molti interventi che il governo Renzi ha in programma per modernizzare l’Italia, da oggi c’è una priorità: fermare questa vergogna. Siamo convinti che Tiziana si potesse salvare. Che almeno il suo sacrificio non sia stato inutile.

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