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Lady Wikipedia: “I giovani? Non sanno usare Internet”

Primo maggio, festa dei lavoratori. Per rispetto nei confronti della tradizione,  ma anche  per la stanchezza post-trasferta a Roma dei giorni scorsi, ripubblico (con un leggero editing) una mia intervista uscita su Monza Today nel 2013. Protagonista Frieda Brioschi,  per quasi un decennio presidente di Wikimedia Italia. Grandissima esperta di web, nel corso del colloquio mi ha offerto il suo punto di vista su Internet e le possibilità ancora da esplorare. Sfatando un mito.  Secondo Frieda, chi ha qualche anno in più sa usare questo medium meglio dei giovani. Una prospettiva interessante da parte di una persona che la Rete “l’ha fatta”, letteralmente. Buona lettura. 

Milanese di nascita, brianzola di sangue: Frieda Brioschi tradisce le origini nel cognome. Sveglia, intelligente, pensa veloce ed è sempre un passo avanti. Nel 2003 comincia ad usare Wikipedia da semplice utente,  nel 2005 con alcuni amici fonda Wikimedia Italia, diventandone presidente. Per capirci: quando non sapete qualcosa, è a lei che vi rivolgete nove volte su dieci.

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internet, media

#myNYPD: l’hashtag che imbarazza la polizia

Quando un hashtag si trasforma in un disastro. Alla polizia di New York hanno pensato bene di invitare i cittadini a condividere su Twitter le immagini più significative del proprio rapporto con gli agenti. L’intento era evidenziare il legame tra il corpo e la città: non è andata così. Come racconta questo articolo di VICE, l’hashtag #myNYPD ha catalizzato una gran quantità di scatti. Moltissimi però riguardavano comportamenti discutibili delle forze dell’ordine in occasione di manifestazioni. E l’operazione è diventata un clamoroso autogol.

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internet, media

Tre mesi senza news online? Fatto

Quanto è affidabile ciò che si legge su Internet?  Poco, ormai è quasi un luogo comune.

Vi dico subito che lo spunto per questo post è nato da un piccolo esperimento che ho fatto nei mesi scorsi, per la verità abbastanza casualmente. In preda a una vera e propria crisi di rigetto da web, ho abbandonato le news online. All’inizio non è stato un fatto voluto, ma strada facendo ci ho preso gusto e ho cercato di allontanarmi quel tanto che mi consentisse di avere un punto di vista un po’ più distaccato. L’esperimento è durato tre mesi in tutto, e la conclusione si può riassumere così: la qualità, su Internet, non paga. Letteralmente. Vediamo perché.

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media

Se la prima pagina che scotta “sparisce” dal giornale

Vi segnalo questa brutta storia riportata da Giulio Cavalli.

Un’inchiesta lambisce il figlio di un senatore calabrese in predicato di entrare al Governo in quota Ncd, “L’ora della Calabria” vuole pubblicare tutto nel silenzio generale degli organi di stampa. Nella notte scattano le telefonate che “promettono” conseguenze.  Le solite conseguenze.

Di fronte al rifiuto di un coraggioso direttore, Antonio Regolo, di rinchiudere l’inchiesta in un cassetto, sono le rotative a fermarsi. “Guasto tecnico”, dicono. Il giornale non esce. Ma la storia filtra lo stesso.

Ogni commento è superfluo. Accade ancora nel 2014. Accade ancora  che in Calabria per fare i giornalisti sia necessario rischiare la vita. Dopo lo sfogo di Roberto Saviano, che ha rivelato al Paìs che “Gomorra gli ha rovinato l’esistenza, tutta la mia personale solidarietà anche a questo collega meno noto, e forse, proprio per questo, più fortunato.

Ecco il pezzo di Giulio Cavalli  sulla “prima pagina sparita” (cliccare qui). 

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internet, lavoro

Come distruggersi la reputazione online

Siamo in una civiltà molto più integrata, digitalmente parlando, di quello che ci piaccia pensare.

Chi per mestiere lavora anche lontanamente sul web non può permettersi di non conoscerne le dinamiche, o come direbbero i manuali, di non controllare le voci che lo riguardano nelle SERP di Google. Ma anche chi si occupa di altro dovrebbe stare attento a quello che pubblica. Blog, profili Facebook, account Twitter, Pinterest, Google Plus: qualunque  azione eseguita in Rete può vivere in eterno, e bisogna tenerne conto.

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cinema, cultura

Perché vedere “La grande Bellezza”

Premetto:  non sono un critico cinematografico, né posso definirmi un esperto di cinema, ma questo potrebbe essere un vantaggio.

Dato che non riesco a postare da un po’, lo ammetto: ho bisogno di un argomento semplice per cavarmela in fretta. Provo quindi a condividere alcune impressioni su “La grande bellezza” di Sorrentino, che ho visto due giorni fa dopo essermelo perso a maggio. Un film che a me  è piaciuto parecchio.

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cronaca, lavoro

La disperazione dei Forconi

Sui volti di tutti si legge la delusione. Sono quelli che non hanno speranza,  quelli che fino a ieri credevano nei Cinque Stelle, e oggi li trovano superati.

Quelli così disperati che da un momento all’altro potrebbero perdere la brocca, e darsi fuoco. O aprire il gas, e lasciarsi addormentare.

Perché normalmente il traffico lo si blocca dietro al paravento di un’associazione, di un movimento. Questi bloccano Milano fregandosene.  Molti di loro non hanno più niente. E chi non ha niente da perdere, si sa, è pericoloso.

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politica

Caro Civati, ecco perché non ti ho votato

Piccola analisi post voto.

Chi scrive  è di sinistra, ha sempre votato a sinistra (ma non sempre lo stesso partito), e non per ideologia, ma perché, semplicemente, la  sinistra lo ha sempre convinto di più.

Questo significa che tra i  tre moschettieri candidati alla segreteria del Pd avrei fatto molta fatica a votare Renzi (per via delle sue posizioni su materie come scuola e sanità), che mi sarebbe piaciuto votare Civati, ma sono stato costretto a votare Cuperlo.

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media

Anna Masera (La Stampa): “Le 5 W? Oggi ci sono le 5 C”

Tra gli ospiti di  un interessante convegno sui media digitali organizzato da Millecanali, rivista storica del settore broadcast, c’era Anna Masera, social media editor de La Stampa e prima figura di questo tipo in un grande quotidiano.
Siamo riusciti a intercettarla: disponibile e cordiale, ci ha offerto il suo punto di vista sul giornalismo di oggi.

Due a mio avviso le considerazioni più interessanti: la prima è che  «i giornali non hanno più il monopolio dell’informazione:  la nuova regola  è “the reader is king”».

La seconda… beh, è rivolta ai giovani e ai colleghi che questo lavoro lo fanno già da qualche tempo. Buona visione, e perdonate la qualità del video ma è stato realizzato – come si dice in questi casi –  “al volo”.

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internet

Connettività o malaria?

“Cos’ è più importante, la connettività o il vaccino per la malaria? Se pensate che la chiave sia la connettività, fantastico. Io non sono d’accordo”. Lo ha detto Bill Gates in un’intervista al Financial Times.

Il fondatore di Microsoft ha risposto a  Mark Zuckerberg,  ceo di Facebook, che si sta chiedendo se la possibilità di connettersi alla rete faccia parte dei diritti dell’uomo.

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